UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


« Voi da che parte state? Novita' da gente veneta »

pubblicato il 25 settembre, 2020

Molto rumore per nulla! Alla fine della tornata elettorale le previsioni sono state confermate in pieno: netto SI alla riduzione dei parlamentari, Zaia presidente di regione per il terzo mandato consecutivo, Brugnaro sindaco di Venezia città metropolitana per la seconda volta.

I risultati sono chiari ed inequivocabili poiché supportati da numeri che non lasciano dubbi o incertezze: oltre il 69% per il si al referendum,  il 76% di preferenze per il neo governatore veneto, quasi 55% per il rieletto sindaco.

E con una percentuale di votanti che in tutte e tre le tornate elettorali ha superato di gran lunga il 50% (in tempi di virus è sicuramente un dato significativo).

Quali considerazioni trarre da questi numeri?

In prima istanza bisogna affermare, senza paura di essere smentito, che la nostra regione e la nostra città hanno scelto il segno della continuità, quindi confermando che tutto sommato non si sta male nel Veneto; allora mi chiedo, ma perché tutti si lamentano? Dei trasporti, della sanità, del centro storico svuotato, dell’inquinamento e della scuola (solo per citare gli argomenti più gettonati fra i “disfattisti” di professione); se non ti va bene prova a cambiare…e invece no!

Potrebbe andare meglio! Certo, però questo concetto vale anche per gli sconfitti, anche loro godevano della stessa capacità di trovare soluzioni più consone alle richieste dei cittadini.

Io penso che la nostra regione e in particolare la città (metropolitana) nella quale viviamo siano dei luoghi fantastici dove abitare e che negli ultimi anni ci sia stata la volontà di mettere le esigenze della comunità sopra quelle dei partiti, poi il modo come alle volte sono state fatte le cose lascia un po’ a desiderare soprattutto nella capacità di integrare anche l’avversario politico nella costruzione di un progetto comune.

Spesso lo strapotere dettato dai numeri ha fatto sì che mancasse il “contraddittorio” , relegato a rumore di fondo sia in regione che in consiglio comunale; mi auguro che si continui nella strada dell’innovazione e della sicurezza facendo soprattutto di Mestre una città “smart” , intelligente nei consumi e nella mobilità e che Venezia possa ritornare ad essere vissuta da persone che ci abitano e abbisognano di tessuto sociale e negozi di prossimità, meno di souvenir e turismo mordi & fuggi.

Sono argomenti che trascendono il colore degli schieramenti e che dovrebbero unire i partiti anziché dividerli, speriamo che la voglia di creare sempre più una società civile prevalga su tutto.

Mi auguro anche che noi cittadini riusciremo a non lamentarci sempre ma a vedere e apprezzare gli sforzi, anche minimi, di chi ci governerà per i prossimi anni.

Alessandro Seno






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