VOI DA CHE PARTE STATE?


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pubblicato il 25 settembre, 2020

Perdonatemi ma, io sempre diplomatica, questa volta ci vado giù pesante!

Voi da che parte state? Dalla parte dei razzisti che pensano che le persone di colore (qualsiasi colore purché non bianco) debbano stare o tornare a casa loro? O dalla parte delle persone civili che non ne fanno una questione di pelle ma di umanità? State dalla parte di chi afferma che i giovani d’oggi non hanno valori, sono maleducati, ignoranti, nullafacenti, che pensano solo a divertirsi, a bere, a drogarsi, ad andare in discoteca, ad avere tutto subito, a non fare alcun sacrificio ma far soldi facili a palate? O state dalla parte di chi spera nei giovani, ha fiducia di loro, capisce che non si può fare di tutta l’erba un fascio, che sa che c’è il buono e il cattivo ovunque, che però dipende da dove e come sono stati cresciuti, che si sentono comunque responsabili, come genitori, educatori, adulti delle sorti e dei comportamenti di questi giovani? State dalla parte di una madre che perde un figlio perché picchiato a sangue, solo perché aveva tentato di difendere un amico? Dalla parte di una sorella che ha perso ingiustamente un fratello a cui era particolarmente affezionata? Dell’amico che è stato difeso ma che ora potrà solo serbare un bel ricordo di questa amicizia? State dalla parte della stampa che deve fare sensazione? Delle Tv che devono fare audience? Degli istruttori di MMA (uno sport da combattimento con utilizzo di tutte le arti marziali), consapevoli di dare un’arma pericolosa in mano a chi lo pratica ma che ricordano essere una disciplina e in quanto tale ha delle regole da rispettare? Di chi pensa che per certe cose (quelle pericolose) vada rilasciato un adeguato patentino con tanto di certificato che attesta la sanità mentale di chi ne fa uso? Di un gruppo di ragazzi esaltati, preoccupati solo di apparire, che fanno dell’estetica il loro culto e della forza il loro biglietto da visita? State dalla parte dei detenuti che vorrebbero fare giustizia a modo loro tenendo fede alle regole implicite del carcere per cui pedofili e assassini di un giovane ragazzo, intervenuto per difendere un amico da degli aggressori, vanno puniti? Dalla parte di chi chiede giustizia? La pena di morte? L’ergastolo? Una seconda possibilità? La remissione di ogni peccato?

Beh, è troppo tardi ormai per prendere una posizione: Willy è morto, non c’è più! I fratelli Bianchi e l’amico Mario lo hanno pestato e ucciso. Ora sono in carcere, in regime di isolamento per le normative anticovid ma hanno chiesto di poter restare in regime di protezione per paura di ricevere ritorsioni da parte dei detenuti comuni. Paura? C’è tempo ora per aver paura? Per pentirsi di quello che si è fatto e ripeto pentirsi per paura? Sono stati giudicati incapaci di resistere agli impulsi violenti e adesso hanno paura? Tre ragazzi muscolosi, esperti di arti marziali? Non è troppo tardi, ora che si è in carcere e si ha paura, iniziare a comportarsi bene, a non dare problemi, a tenersi fuori dai guai?

E’ troppo comodo e facile prendere le parti di qualcuno o modificare il proprio atteggiamento solo per paura di ritorsioni dopo che il danno è stato fatto; mentre prima tutto tace!

Monica Alviti






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