UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 02 ottobre, 2020

Il mio regno per una panchina!

Mi ha sorpreso questa settimana una notizia proveniente da una piccola città in provincia di Ancona, Montesicuro è il luogo preciso; in questo borgo di poche migliaia di abitanti a circa venti minuti di macchina dal capoluogo marchigiano, una dottoressa di base si è trovata nella sorprendente posizione di avere un ambulatorio…a cielo aperto!

Eh si, perché da un paio di mesi il medico ha dovuto disdire l’affitto dell’ambulatorio nel quale visitava in quanto le spese di gestione dello stesso erano di gran lunga superiori alle entrate ricavate dalla sua professione; avendo a cuore i suoi pazienti, spesso persone anziane e che sicuramente non avrebbero potuto seguire la dottoressa fino ad Ancona dove divide uno studio con un collega, ha pensato bene di accoglierli su una panchina del parco cittadino e là prescrivere loro ricette ed esami. Il comune sta cercando di trovare un locale adatto per visite ambulatoriali che sia “alla portata” dello stipendio del medico, nel frattempo lei fa visite a domicilio e quando finisce tardi viene ospitata da qualche paziente che le offre la cena e un letto dove dormire.

Il Servizio Sanitario Nazionale corrisponde l’importo di 2-3 euro ad ogni assistito in carico presso un determinato dottore, avendo solo 180 mutuati il medico si è appunto trovata nella poco invidiabile situazione descritta poc’anzi.

E’ veramente un mestiere difficile quello del medico di base, stretto tra l’incudine di una “mutua” che stringe i cordoni della borsa e cerca di risparmiare con ogni mezzo a disposizione e il martello di pazienti spesso anziani e quindi abbisognosi di moltissime cure e attenzioni.

Non è sicuramente un lavoro che uno intraprende per fare soldi, spesso è più una missione con orari folli e reperibilità infinita, attenti a controllare milioni di parametri e a consigliare il farmaco giusto o l’esame appropriato; e quando le cure non sortiscono l’effetto sperato il dottore è sempre il capro espiatorio!

Le aspettative di vita nel XXI secolo si sono allungate in maniera stupefacente e alcune malattie sono scomparse dai radar medici, altre purtroppo stanno facendo capolino in questi tempi, non è affatto facile gestire sia la parte fisica dei malesseri che quella psicologica cercando di rassicurare e spingere all’ottimismo il paziente, spesso più vittima delle proprie paure che di patologie di difficile cura. Alle volte una parola di conforto al momento giusto fa molto di più di una farmaco assunto per un mese! Tutto questo è il nostro dottore.

E allora… lunga vita ai medici di famiglia… e grazie.

Alessandro Seno






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