L’ORIZZONTE


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pubblicato il 16 ottobre, 2020

Martedì scorso, tornando a piedi dal Seminario verso Piazzale Roma, mi son trovato davanti ad un graffito nuovo e l’ho fotografato, come vedete qui a fianco. Le due figure in bianco e nero si stagliano sull’intonaco grigio, qua e là sbrecciato. Solo la bandiera è colorata di arancione. Inevitabilmente l’occhio cade sul messaggio scritto in inglese, che tradotto recita: «Noi chiediamo di vedere l’orizzonte». Lo chiedono un giovane papà e la ragazzina che lui ha preso per mano.

Che ci riferisca ad una giovane famiglia o a due giovani non fa differenza: sono comunque le nuove generazioni a chiedere di vedere un orizzonte ovvero una prospettiva di futuro, un domani per loro, i loro sogni e i loro progetti. E chi sarà pronto ad ascoltarli e a accogliere il loro appello? Ci può essere molto perbenismo nel parlare di emergenza educativa su fatti di cronaca, che vedono per protagonisti giovani o adolescenti coinvolti in fatti riprovevoli e talora criminosi. E’ lo stesso perbenismo che di fatto rimane sordo alla domanda educativa, non si sforza di intercettare quello che le nuove generazioni cercano e quindi non si occupa di farsene carico, ma delega volentieri.

La domanda educativa viene dai ragazzi e ci rende debitori verso di loro. Hanno  gli stessi interrogativi fondamentali che pulsano in fondo al nostro cuore e ci mantengono inquieti. Perché vivo e per Chi vivo? Quale orizzonte dà senso al fare, al lottare, al donarsi?

Natalino Bonazza






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