UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 30 ottobre, 2020

Attenzione! L’articolo che segue è assolutamente superfluo e non riguarda argomenti seri e di scottante attualità; ma se volete passare i prossimi due minuti leggendo qualcosa che vi allegerisca la giornata allora accomodatevi.

Tutti voi saprete che cos’è un Talent Show, anche in questa rubrica è stato affrontato qualche tempo fa l’argomento soprattutto in termini di conoscenza delle proprie capacità, comunque sono programmi che mettono a confronto in vari campi – dalla cucina fino ai videogame – dei concorrenti che dovranno far uscire tutte le loro peculiarità per arrivare al trionfo finale.

Bene, da qualche settimana è iniziato X-Factor, un programma musicale che vuole trovare i nuovi musicisti, cantanti o complessi che sbancheranno le prossime classifiche nazionali.

Quest’anno la particolarità è dovuta dalla mancanza del pubblico nelle varie puntate che stanno lentamente scremando i partecipanti; in settimana inizieranno le esibizioni live e anche lì molto probabilmente non ci sarà nessuno ad applaudire le esibizioni.

Peccato? No davvero! Mai come in questa quattordicesima edizione tutta l’attenzione si è focalizzata solo ed esclusivamente sulla musica e questo ha fatto la differenza: abbiamo assistito a delle performance veramente intense che non sono state “disturbate” da grida, applausi, agitarsi di mani e “alzate in piedi” (standing ovation per i più esterofili) che spesso hanno distolto la musica dal centro del palcoscenico.

Alcuni concorrenti sono veramente forti, tanto da meritarsi già articoli su vari quotidiani e riviste di settore, in particolare una ragazza e un complesso che quasi sicuramente approderanno alla serata finale.

E’ interessante notare come molti giovani siano musicalmente preparati suonando già in età scolare svariati strumenti, dalla chitarra al pianoforte, senza parlare di sintetizzatori, loop station e sequencer, macchinari oscuri che generano suoni e li riproducono all’infinito oppure modificano la voce facendola uscire come un coro oppure da un tunnel!

La musica è cultura in tutte le sue declinazioni, chi adora Mozart può trovare piacere ad ascoltare De Gregori come chi invece si “frantuma” i padiglioni auditivi  con gruppi Heavy Metal poi cerca la poesia con Bob Dylan o Jacques Brel.

L’importante è far entrare i suoni nella nostra vita, schitarrare con le mani su Satisfaction dei Rolling Stones o cantare a squarciagola Volare oltre ad accrescere il nostro bagaglio di esperienze ci rallegra la vita.

E in questi mesi ne abbiamo un dannato bisogno!

Alessandro Seno






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