COME L’ANIMA NEL CORPO


« «gente vera» Al campo santo »

pubblicato il 06 novembre, 2020

È dallo scorso marzo che in chiesa di San Giuseppe sul primo altare di destra una riproduzione dell’icona della Madonna della Salute è stata posta alla venerazione dei fedeli. A lei l’ultimo sguardo di supplica, spesso accompagnato dal canto, viene rivolto al termine di ogni messa.

Ora che siamo entrati nel mese di novembre e già si avvicina la ricorrenza annuale della festa, che vede riversarsi un fiume di persone nella basilica della Salute a Venezia e negli altri santuari mariani della terraferma, ci si interroga: sarà possibile quest’anno fare il pellegrinaggio nel rispetto delle regole anticovid? Non so proprio come si possa fare, ma credo che al di là dei problemi organizzativi bisogna affrontare una sfida posta alla nostra fede in questo tempo drammatico.

Proprio perché siamo tutti nella stessa barca – come ha osservato Papa Francesco – siamo chiamati a ricorrere all’intercessione della madre di Gesù con un cuore più grande, perché cessi il flagello della pandemia, che colpisce non solo la salute fisica di alcuni, ma rischia di infrangere la tenuta economica e sociale della società stessa. Quasi quattro secoli fa era un’intera città che invocava con un voto solenne la madre di Dio. Oggi – in un’epoca cambiata – il popolo dei battezzati è chiamato a rinnovare questo gesto sperando per tutti salute e salvezza. Ancora una volta, la sfida si vince sull’essenziale. Infatti temiamo solo le restrizioni del cuore.

Natalino Bonazza






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