UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 13 novembre, 2020

E così gli Stati Uniti hanno scelto il loro presidente…e il resto del mondo ha tirato un sospiro di sollievo!

Joe Biden sarà il 47° presidente americano e succederà a Donald Trump restato in carica solamente (solamente?) 4 anni; era dal 1989 che l’inquilino della Casa Bianca aWashington non veniva rieletto per il secondo mandato, successe con George Bush padre che restò al potere dal 1989 al 1993, poi da lì in avanti tutti gli altri avevano trovato il consenso degli elettori per essere rieletti.

Non si può negare che più che la vittoria del candidato democratico queste elezioni siano state un referendum sulla figura dello sconfitto.

Mai personaggio fu più polarizzante di Trump soprattutto nel suo straripante egocentrismo e nei suoi metodi poco ortodossi; all’opposto si piazza il vincitore descritto da tutti come uomo moderato e accomodante, dedito all’antica arte della mediazione piuttosto che all’esuberante esternazione quasi dittatoriale di”the Donald”.

Gli Stati Uniti hanno votato in massa, più di 170 milioni di schede sono arrivate ai seggi e questo, unito ai problemi legati dall’emergenza sanitaria, ha rallentato le operazioni di scrutinio tanto che il risultato è rimasto in bilico per tre giorni; nelle prossime settimane quasi sicuramente verranno effettuati dei riconteggi voluti dallo sconfitto che non ha digerito con sportività il risultato.

A onor del vero in alcuni stati la percentuale di voti tra Biden e Trump è stata dello 0,1% quindi veramente esigua e un ulteriore controllo è auspicabile anche da parte del vincitore, per fugare ogni dubbio sulla sua impresa.

Perché di questo si tratta, un’impresa, quella compiuta dal candidato democratico, 78 anni fra qualche giorno, che vanta già due record: il primo è quello di presidente più vecchio, il secondo quello con più voti popolari in assoluto.

A questi fatti ne va aggiunto un altro, di epocale, cioè quello di avere la prima vice-presidente donna nella storia politica americana: Kamala Harris, afroamericana affiancherà Biden per i prossimi 4 anni.

Da questa parte dell’Oceano, in Europa, molte nazioni guardano con ritrovato ottimismo l’elezione del democratico Joe che ha già dichiarato di voler rientrare sia nell’Oms (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) sia negli accordi per la riduzione delle emissioni gassose che causano il buco dell’ozono.

Gli anni a venire saranno difficili e molte decisioni avranno un impatto fondamentale sul futuro della terra, fa piacere e mette fiducia sapere che a prenderle ci sarà, assieme a molte altre, una persona più equilibrata e disposta al confronto come il futuro presidente Usa.

Alessandro Seno






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