SUL CRINALE


Didattica a distanza »

pubblicato il 20 novembre, 2020

C’è un angolo delle Dolomiti, che al solo rivederlo muove in me tanti ricordi. Ha un nome curioso: i Becchi d’Imposponda. Si tratta di un promontorio, quasi a forma di prua, che vedi spiccare selvaggio davanti alla mole dell’Antelao, quando vieni su da San Vito di Cadore. Poi, una volta arrivato in Forcella Piccola, ti accorgi d’averne raggiunto in quota la sommità. Ti basta svoltare a destra e andare in fondo al sentiero lungo il crinale. Lo puoi percorrere con attenzione, mentre da ambo le parti il pendio si fa scosceso e diventa precipizio, fino ad arrivare ad un largo spiazzo da dove si spalanca un panorama meraviglioso. Chissà se lì c’è ancora la grande croce di legno, piantata da alcuni giovani seminaristi cinquant’anni fa.

Su quell’ultimo tratto di sentiero, esposto tra due abissi, ci sono passato più volte, da ragazzo prima e da giovane prete poi. Certo, ogni volta con qualche timore, ma senza mai rinunciare.

Succede anche oggi di trovarsi su una specie di crinale. Quando vuoi capire come stanno le cose e non ti accontenti degli schemi contrapposti… Quando tenti dei passi di dialogo per andare avanti e non ti lasci tirare giù da una parte o dall’altra… Quando non hai paura di restare esposto all’incomprensione e al pregiudizio, anche e proprio a motivo della tua fede… Quando vedi un orizzonte che unisce e cerchi di proporre un punto di incontro solido che superi l’agitazione e spenga le polemiche… Avanza sul crinale con passo fermo e ricordati che il sentiero è buono.

Natalino Bonazza






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