DIO SI FA DESIDERARE


« Per un verde migliore Le piazze svuotate perché non ci sono più giovani »

pubblicato il 27 novembre, 2020

Il punto di osservazione di un parroco è inevitabilmente sull’altare. Da lì non solo vede quante persone ci sono a messa, ma può accorgersi quanto la partecipazione sia viva o meno. E’ un punto fondamentale senza dubbio, ma parziale perché statico. Se vuole trovare tanti altri punti di percezione, un prete deve uscire. Camminare lungo i marciapiedi, attraversare le corti e le aree verdi, passare accanto ai negozi e agli uffici… Insomma incrociare la gente – pur nelle restrizioni vigenti – lì dove vive. Solo così impara a «sentirla», e non solo con le orecchie.

La Chiesa ci propone di entrare nel cammino dell’Avvento. Che cosa può portare di nuovo a questo tempo così strano, nel quale siamo tutti un po’ sospesi in un misto di cautela continua, difficoltà crescenti e diffusa paura? Mentre non sappiamo come volgerà in futuro la nostra condizione, se in meglio o in peggio, che senso ha oggi richiamare all’attesa del Signore che viene?

Non bastano risposte formali, buone per tutte le stagioni. Occorrono persone che non si accontentano della realtà esistente e non soffocano l’inquietudine del cuore. Persone che non si rassegnano a riempire un vuoto, ma hanno il coraggio di inseguire quel richiamo interiore a qualcosa di più grande. Il profeta Daniele riconosce che l’interlocutore di Dio è il «vir desideriorum» – uomo e donna dei desideri (Dan 9,23). Che ciascuno di noi possa diventarlo sempre più, cercando il Signore «mentre si fa trovare» (Is 55,6).

Natalino Bonazza






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