UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


« Imparare a gioire delle piccole cose … e baita soraru’? »

pubblicato il 30 dicembre, 2020

In questo Natale appena trascorso non sono mancate le notizie belle.

Due sono quelle che più mi hanno colpito: la prima riguarda la telefonata fatta da un anziano proprio il 25 dicembre al comando dei Carabinieri di un piccolo borgo nella provincia bolognese: “Sono solo in casa: non mi manca niente, mi manca solo una persona fisica con cui scambiare il brindisi di Natale. Se ci fosse un militare disponibile, dieci minuti a venire a trovarmi perché sono solo, ho i figli lontani e sono depresso”; detto fatto! Il maresciallo che comanda il presidio locale dell’Arma è partito dalla caserma e assieme ad un collega si è recato nell’appartamento dell’anziano facendogli visita e brindando con lui. Il novantaquatrenne ha raccontato ai due militari alcuni aneddoti della sua lunga vita poi insieme hanno provveduto a chiamare i parenti – distanti a causa delle restrizioni in atto – rassicurandoli sullo stato di buona salute, soprattutto morale, del loro congiunto.

L’altra bella notizia riguarda invece un ragazzino dodicenne di Caltanissetta: con i suoi genitori ha portato i suoi risparmi presso la sede locale della Croce Rossa allegando anche una lettera: «In occasione delle festività natalizie considerato il momento particolare in cui ci troviamo – scrive il dodicenne – ho pensato di devolvere alle persone più bisognose, da voi assistite, questa somma frutto dei miei risparmi. Spero che magari possa servire ad aiutare qualche mio coetaneo non fortunato come me. Vi ringrazio e vi auguro buone feste»

La risposta della Croce Rossa è stata commovente: “Questo è il nostro Natale – ha commentato il presidente della CRI – Donare è più bello che ricevere. Mario rappresenta simbolicamente tutti i volontari che in questo periodo hanno donato il loro tempo, i loro risparmi, la propria competenza per gli altri».

Due storie semplici, quasi da libro Cuore, ma, ringraziando Dio, vere e spontanee; forse non siamo più abituati a leggere di questi piccoli fatti perché fanno poca eco, ma nella quotidianità della vita rappresentano qualcosa che ognuno di noi può drammaticamente provare o mettere spontaneamente in atto. Infatti, quanti anziani si sentono soli in questo momento, magari proprio nell’appartamento vicino al nostro? Oppure, quanti ragazzini hanno usato i loro risparmi per comprarsi l’ultimo modello di videogioco?

Alle volte pensiamo che la felicità sia “nei grandi numeri” cioè nell’avere sempre di più, questi due fatti invece ci ricordano che la gioia si trova anche solo nelle parole scambiate con qualcuno e nel dono sincero fatto a chi ne ha realmente bisogno!

Alessandro Seno






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