UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 08 gennaio, 2021

“Paperon de’ Paperoni, chi era costui?” Prendendo a prestito dal don Abbondio manzoniano la citazione e trasportandola al giorno d’oggi essa potrebbe risultare adeguata sulle labbra di alcune persone che l’indice Bloomberg – una classifica plausibile dei “Paperoni” odierni – ha stilato proprio in questo periodo d’inizio anno.

I primi 10 uomini più ricchi al mondo hanno patrimoni che corrispondono tranquillamente al PIL di svariate nazioni (compresa l’Italia).

Questo comunque era risaputo da parecchio, quello che invece salta all’occhio nella classifica degli ultimi dodici mesi è che tali persone hanno visto accrescere – e di molto – i loro conti in banca.

Eh si, mentre il mondo si è ritrovato bloccato, soprattutto quello lavorativo, con situazioni drammatiche in famiglie con un solo stipendio o con impieghi “non garantiti”, le persone come Jeff Bezos, proprietario di Amazon, o Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, si sono ritrovati il conto corrente ampliato anche del 66%!

E non sono i soli, fanno loro bella compagnia Bill Gates (Microsoft), Larry Page (Google), Bernard Arnault (Louis Vuitton e altro) solo per citare i più conosciuti.

Naturalmente non sono persone che hanno speculato sulla situazione d’emergenza di questi ultimi mesi, questo va chiarito immediatamente, però le loro aziende hanno letteralmente spiccato il volo durante il faticosissimo anno appena trascorso.

Butto qui un paio di cifre tanto per delineare i confini entro i quali si muove il mondo economico: il patron dei pacchi a domicilio ha un patrimonio stimato di 185 miliardi di dollari, che diviso per 365 fa la bellezza di 506 milioni (e briciole) al giorno, i 785 milioni di poveri al mondo (dato 2018 destinato ad aumentare…) vivono quotidianamente con 1,90 dollari, per chi non ha dimestichezza con le valute sono circa 1,60 euro.

Bella forbice, non c’è che dire; spaventa un po’ il fatto che, nonostante tutto, chi ha molto tende ad avere moltissimo, chi ha poco spesso perde anche quello.

I ricchi ci sono sempre stati, pensiamo ai Rockefeller oppure, per restare dalle nostre parti alla famiglia Agnelli, quello che purtroppo questo mondo globalizzato ha portato alle estreme conseguenze è il numero sempre più esiguo di persone agiate e l’oceano di gente che vive sul filo del rasoio.

Per cercare di dare un futuro migliore alle prossime generazioni anche tale disparità – oltre al problema ecologico, a quello del clima, alle carestie e…(aggiungete voi le infinite altre criticità)-  dovrebbe trovare una equa e umana compensazione. Speriamo che questi signori se ne rendano conto!

Alessandro Seno






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