VOLER CRESCERE


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pubblicato il 08 gennaio, 2021

Qualche tempo fa ho chiesto ad un ragazzo: «Ma tu vuoi crescere, vero?». Il mio intento era di far leva sulle sue aspirazioni, per incoraggiarlo a superare le difficoltà. La sua risposta mi ha lasciato interdetto: «No no, voglio restare piccolo». Mi pareva di aver capito male e ho rilanciato la domanda, ma lui ha ribadito la sua risposta. Avrebbe voluto restare piccolo e non riusciva a dire perché, ma gli piaceva così.

Nel cercare una spiegazione mi sono chiesto che cosa è mancato a questo ragazzo. Probabilmente aveva un’infanzia felice, piena di opportunità, di affetti e credo anche di gratificazioni. Ma come mai non gli nasceva dentro un desiderio più alto, capace di farlo sognare? E’ come la voglia di saltare, che ti spinge a mettercela tutta per lanciarti sull’altra sponda. Qui invece prevaleva una certa stasi, non c’era corsa perché mancava uno slancio interiore.

La risposta va cercata in noi adulti: i ragazzi ci guardano e ci vedono come l’altra sponda. Hanno bisogno di noi per misurarsi con se stessi, per proiettarsi in un futuro da grandi. Anche se non ci dicono che vorrebbero essere come noi, hanno pur sempre bisogno che ci siamo e che siamo noi stessi: adulti. Quando ci atteggiamo a eterni adolescenti o ci basta restare loro «amici», manchiamo alla nostra responsabilità: far crescere. In latino si traduce con «augere»: ha la stessa radice di «auctoritas». Si proprio così, l’autorità e l’autorevolezza sono un compito.

Natalino Bonazza






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