NON SIAMO SOLI


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pubblicato il 26 febbraio, 2021

Oggi tento una grande impresa: provare a spiegare che idea mi sono fatta della solitudine.

Io non sono una persona sola. Ho tanti amici, perché ho sempre cercato di creare una buona rete sociale intorno a me e perché col tempo ho imparato a relazionarmi con tutti: il ricco e il meno ricco, il colto e il meno colto, il simpatico e l’antipatico. Non sono una persona sola perché ho bisogno di contatto (non di contatti!), ho bisogno di condividere le mie esperienze con altri, ho bisogno di esprimere, “buttar fuori”.

Non solo non sono una persona sola (gioco di parole) ma soprattutto non mi sento una persona sola, il che fa un’enorme differenza. So che posso contare su certe persone, so che se ho bisogno di aiuto posso chiederlo e mi sarà dato, so che se mi serve una spalla su cui piangere la trovo.

Traggo le mie riflessioni dalle mie esperienze di vita ma molto anche da quelle che mi riportano i miei pazienti. Imparo molto da molti e grazie a loro imparo molto di me. Ho capito che delle volte capita che io voglia essere vicina a qualcuno, voglia essere d’aiuto e che dica: “Quando vuoi, sono qui. Sai dove trovarmi”.

È vero che la gente sa dove trovarmi, ma voi andreste a casa di un amico senza invito? Gli capitereste lì all’improvviso? Io qualche problema me lo farei. Se lo fanno anche i miei pazienti quando ricordo loro che possono chiamarmi (in orario d’ufficio!) se c’è qualcosa che li turba, anche se non abbiamo preso appuntamento ma difficilmente lo fanno, per paura di disturbare. Allora probabilmente si sentono soli, non sanno a chi rivolgersi e tentano di arrangiarsi da soli. C’è chi ce la fa e chi purtroppo no.

Allora ho capito che non sempre basta dire “io ci sono, sono qui quando hai bisogno”, come se fosse l’altro a doversi muovere verso di me e io restare ferma nella mia posizione. Sono io che se voglio esserci, devo muovermi verso l’altro così che l’altro non si senta un disturbo e soprattutto non si senta solo.

A pensarci bene, da questa prospettiva, potrebbero essere davvero poche le volte in cui siamo davvero soli. C’è sempre qualcuno che ci vuole bene, che pensa a noi, che si preoccupa per noi, che ci ricorda che “c’è” ma che resta dietro le quinte, forse non si muove; semplicemente ci aspetta lì dov’è e non vedendoci arrivare potrebbe pensare che non abbiamo bisogno di lui così noi nel frattempo ci sentiremo ingiustamente, terribilmente soli.

Aggiungo solo un’ultima cosa. Per noi che leggiamo questo foglietto, il concetto di solitudine si colora di altre sfumature: in quanto cristiani, dovremmo ricordare che, a prescindere da tutto, NOI NON SIAMO MAI SOLI. Viviamo in una comunità, nella quale, se costantemente invitata all’apertura e all’empatia, possiamo trovare sostegno e conforto, ma soprattutto viviamo in Dio, che non si dimentica di noi e non ci abbandona.

Monica Alviti






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