UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 26 marzo, 2021

L’Italia è il paese delle contraddizioni e a dare un ulteriore prova di ciò è arrivata la “grana” dei vaccini!

La notizia non ha bisogno di spiegazioni immagino, credo che tutti abbiamo avuto modo di seguire per televisione, internet o giornali la vicenda legata al vaccino AstraZeneca.

Non voglio approfondire qui i problemi riguardanti alcuni effetti collaterali legati alla somministrazione ma invece concentrarmi sulla “propensione al rischio” che qui da noi è variabile e voluttuosa.

Mi spiego meglio prendendo ad esempio due modi di pensare (e agire) visti da quando è iniziata la campagna mondiale vaccinale: da una parte abbiamo la Gran Bretagna e Israele, dall’altra l’Europa; le prime due nazioni sono nettamente più avanti dei paesi dell’Unione riguardo il numero di dosi somministrate, addirittura Israele ha superato il 50% della popolazione con doppia inoculazione; Germania, Francia e Italia – i tre paesi dove si è vaccinato di più – arrivano a malapena  al 13-15%.

Alcuni punti in più in percentuale si sarebbero potuti ottenere da una migliore organizzazione del piano sanitario ma, fondamentalmente, il ritardo è dovuto a tutta una serie di paletti che le singole nazioni hanno imposto all’Unione, paletti che vanno dalla sicurezza del vaccino fino al costo passando per le varie gare di appalto per la logistica e quant’altro; dall’altra parte invece hanno scommesso, hanno dato la precedenza alla salute dei cittadini anziché alle questioni burocratiche e al momento la scelta sta pagando.

Quindi la “propensione al rischio” della quale vi accennavo poc’anzi è questa: avere la certezza che non ci siano problemi è impossibile, alcune nazioni hanno accettato questa cosa e si sono buttate, altre – tra le quali l’Italia – hanno frenato per paura che le eventuali difficoltà intaccassero poteri politici e equilibri di governo andando poi ad incidere su prossime elezioni o ricandidature, meglio che si arrangi l’Unione Europea con le conseguenze descritte sopra.

Bisogna sottolineare che nei paesi più vaccinati il costo delle dosi è parecchio più salato rispetto a quello europeo e che in Israele hanno consegnato i dati sensibili delle persone vaccinate ai colossi farmaceutici e sapete bene che valore hanno le informazioni personali per queste aziende!

Per concludere e riallacciarmi alla frase iniziale è curioso constatare che in Italia si ha paura di scommettere sui vaccini ma non si nessun timore a lasciare nei vari gratta e vinci o nelle slot-machines (scommesse perse) la bellezza di quasi venti miliardi di euro, se non è una contraddizione questa!

Alessandro Seno






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