L’AUGURIO DEI NOSTRI PRETI


« Faro’ la pasqua da te Uno sguardo sulla settimana »

pubblicato il 02 aprile, 2021

La Pasqua evoca in noi il senso della rinascita, del passaggio a una vita nuova, diversa. Dalla schiavitù alla libertà, dalla terra straniera alla patria, dalla morte alla vita. Quanto vorremmo che davvero questo potesse portare con se la Pasqua di quest’anno!

Come viviamo in questo tempo la nostra preghiera? Come la vivremo in questa Pasqua? In che cosa speriamo?

La situazione attuale mi ha fatto pensare ad alcune parole di San Paolo nella lettera ai Romani a proposito della precarietà nella quale viviamo:  «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;  essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo» (Rm 8,19-23).

Siamo invitati a guardare alla vita non in modo pessimista, ma come all’attesa di nuovi sviluppi sempre possibili. Il passaggio che ci sta davanti non pensiamolo come la soluzione magica della pandemia ad opera di un Dio chiamato a risolvere i nostri problemi.

Pensiamo invece al cambiamento a cui siamo chiamati tutti noi personalmente e come umanità: dall’ingiustizia all’equità, dalla cultura dello scarto a quella della cura, dalla legge dell’economia e più forte che vince su tutti i poveri a quella di un’economia sana e giusta che serve l’uomo,  da una tecno scienza presuntuosa e arrogante che credeva di poter dominare il futuro e che si è scornata contro il Covid a una scienza più umile e sapiente che vuole il bene per tutto e per tutti, dal tentativo di colonizzare culturalmente altri all’accoglienza di tutti.

E’ questo che siamo invitati a sperare. E’ a questo scopo che possiamo pregare per lasciarci trasformare dal nostro rapporto con Colui che è la fonte della vita e del suo rinnovamento totale. A questa speranza affidabile e che mai verrà meno siamo invitati a guardare. E per essa lottiamo e viviamo il nostro impegno quotidiano.

In questo senso celebriamo la Pasqua come ogni anno, come in ogni situazione. I credenti lo hanno sempre fatto in momenti anche più difficili di questo. Nel ricordo di quella notte nella quale sembrava che lo strapotere del faraone avrebbe avuto la meglio e niente sarebbe cambiato nella vita degli schiavi. E nel ricordo di quell’altra notte nella quale, ancora peggio, sembrava che ancora una volta l’ineluttabilità della morte avrebbe chiuso per sempre un’altra bella storia di speranza. E invece tutto è cambiato. Non nel senso che è iniziata l’era del paradiso in terra, ma nel senso che la realtà ha preso una nuova e insperata piega, vera e forte, in grado di far nascere un mondo nuovo. Quel mondo che attendiamo, questa volta si, per il passaggio definitivo e totale a cui guardiamo comunque con speranza. La promessa che queste conquiste, questa vitalità queste novità sono solo piccole ma vere scintille di qualcosa che ci sta sempre davanti. Il meglio ci sta sempre davanti e deve ancora venire!

Buona Pasqua!

don Andrea, don Natalino, don Gilberto, don Adriano







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