Comunità e Servizio


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pubblicato il 26 ottobre, 2015

Dalla redazione alle vostre mani

Comunità e Servizio è paragonabile ad un periodico, del quale il lavoro redazionale rappresenta solo una parte del processo produttivo. Con scadenza settimanale informazioni ed approfondimenti vengono trasformati nello stampato che compare in chiesa ogni Domenica.
Il team è suddiviso in quattro aree principali: l’area contenuti, la tipografia, la stampa e la distribuzione, ognuna di queste aree, a cascata, ha mansioni e tempistiche precise, che forniscono il materiale di lavoro al gruppo successivo.
Lo step fondamentale, che fornisce la materia prima, è rappresentato dalla raccolta dei contenuti. Ogni collaboratore appartenente a quest’area ha accesso ad una cartella in rete, nella quale salva l’articolo, che sia scritto di proprio pugno o raccolto da altre fonti. I pezzi vengono selezionati e preparati entro Mercoledì pomeriggio, giorno designato per l’impaginazione.
A questo punto entra in gioco il secondo gruppo, quello dei “tipografi”, i quali si occupano di prelevare i contenuti e di impaginarli. È un lavoro piuttosto complesso, di pazienza e cesello, che ha l’obiettivo di mettere d’accordo il concetto (la lunghezza del pezzo) con la pratica (lo spazio disponibile in pagina), strizzando l’occhio alla grafica e alla gestione delle immagini.
Il Giovedì sera è il turno degli stampatori che si occupano concretizzare il tutto. Il lavoro di questo gruppo è portare una manciata di informazioni digitali nel modo reale, sotto forma di carta stampata con un suo peso ed odore.
La mattina del Venerdì le stampe vengono piegate, le copie fallate rimosse e comincia la distribuzione.

In questo periodo è soprattutto l’ambito contenutistico ad avere bisogno di una mano, abbiamo bisogno di “giornalisti” pronti a far sentire le loro voci.
Scrivete a redazione@sangiuseppemestre.it.

Silvio Benvegnù, 18 Febbraio 2015

Una storia di informazione e formazione parrocchiale

Ci accingiamo ad affrontare il ventottesimo anno di attività di questo “foglio” parrocchiale: quando mi è stato fatto notare, sulle prime sono rimasto distrattamente sorpreso, perché nel nostro lavoro di Redazione siamo spesso presi in una routine che, se da un lato è frutto di un’organizzazione rivelatasi particolarmente efficiente (in effetti, almeno negli ultimi anni, non mi ricordo sia mai saltato un numero…) dall’altro porta inevitabilmente ad assolvere l’impegno preso con la preoccupazione di aver fatto bene il proprio, senza curarsi particolarmente del risultato d’insieme. Poco male, visto che c’è anche chi ha l’incarico specifico di occuparsene… e lo fa molto bene! Ma proprio per questo, può facilmente accadere di perdere la consapevolezza del pur modesto contributo che questo servizio dà alla vita della Comunità. Consapevolezza che riaffiora, non senza una sana soddisfazione, quando don Cristiano ci racconta che decine di persona anziane attendono di avere tra le mani ogni settimana questo “foglio” per leggerselo letteralmente dalla prima all’ultima riga; quando viene fatto notare che stiamo contribuendo a portare avanti un pezzo di storia della Comunità che le appartiene da ormai ventotto anni; quando si ripensa ai vari cambiamenti che questo “foglio” ha conosciuto negli anni e alla straordinaria evoluzione
tecnologica ed organizzativa che l’ha interessato negli ultimi tempi (dai lavori di collage manuale nella stretta e fredda soffitta della Canonica ad un confortevole ufficio di Redazione dotato delle più moderne tecnologie, amorevolmente tenuto pulito dalle volontarie della Comunità); quando ci si accorge che ormai da tempo la sua diffusione ha ben oltrepassato i “confini parrocchiali”… Del resto, quello che era effettivamente un foglio, fronte retro in bianco e nero, è ormai diventato (grazie alla “decisa perseveranza” di don Cristiano, che ha dovuto affrontare anche una certa “opposizione interna”: la mia) qualcosa di più: otto facciate bicolore in regolare uscita settimanale, 52 settimane su 52, cui va ad aggiungersi l’allegato supplemento periodico “Il Villaggio”; un’immagine coordinata ricorrente; una veste grafica sempre più curata; contenuti che, nel limite del possibile, si sforzano di essere originali ed interessanti. Va da se che l’impegno richiesto è decisamente aumentato ma, a quanto pare, Dio vede e provvede: tecnologie più avanzate, nuovi collaboratori
e nuove professionalità hanno permesso una specializzazione ed un’organizzazione del lavoro (chi cura una rubrica, chi un’altra, chi segue l’aggiornamento delle attrezzature informatiche, chi si occupa chi mettere insieme il tutto, chi supervisiona, chi stampa, chi piega…) che, alla fine, ha perfino consentito a qualcuno di risparmiare un po’ del tempo necessario per il proprio contributo.
Si potrebbe quasi dire che manca solo la Registrazione al Tribunale e poi avremmo un vero e proprio giornale! Chissà…

Francesco Sartor, 4 Gennaio 2009

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